Le tre scuse tossiche

LE 3 SCUSETOSSICHE

Non ho mai visto un grande progetto germogliare, senza prima aver superato l’obiezione di una stupida scusa convenzionale.

Le pronunciamo di continuo.

Stanno all’inizio di molte nostre frasi. Oppure in mezzo. O anche alla fine, precedute da un “eh ma”.

Sono la fine che anticipa l’inizio. La rassegnazione disarmata. La paura che, invece di stimolare, addomestica e addormenta.


Le nostre affermazioni includono spesso tre scuse tossiche.

Tre frasi minuscole, in grado di annichilire le nostre idee creative e vivaci.

Nei casi peggiori, quelle affermazioni ammazzano addirittura le idee degli altri. E nel più tragico di tutti, bloccano veri e propri progetti in fase embrionale.

Bum!

[Sarebbe potuto essere. Ma non sarà.]

In questo, non c’è nessuno ‘smottamento dialettico’. Non c’è allarme. Non c’è dispiacere. Non c’è denuncia. Non c’è rancore.

Resta così com’è.


Le nostre frasi tossiche servono principalmente a tre scopi.

  1. A non imboccare sentieri sconosciuti (che non sono le ‘strade prese ad minchiam’).
  2. A non correre il rischio di sbagliare (che non è esattamente ‘fare una cazzata’).
  3. A non darsi la possibilità di migliorarsi (che è assai di più di ‘fare sacrifici’).

“È DIFFICILE”

La scusa tossica numero uno.

La nostra preferita, in assoluto.

Ripetuta come mantra. Peccato che siano mantra abbondantemente sbronzi.

Accompagna la constatazione che nella vita ci sono anche gli ostacoli. Ma fa scordare che, per raggiungere le cime a piedi, bisogna per forza camminare.

Smaterializza il ruolo dello sforzo e annienta l’utilità di tenacia, perseveranza, determinazione.

Questa scusa è smemorata.

Non si ricorda mai che la vita – senza problemi e imprevisti – sarebbe un viaggio noiosissimo. Una ciclopica rottura di maroni, dove non ce ne va storta una.


“CI VUOLE TEMPO”

La scusa tossica che vuole confutare contemporaneamente biologia, fisica e storia.

Ok, come dice qualcuno, forse il tempo non esiste.

Ok, come dice qualcun altro, forse il tempo non va sempre alla stessa velocità.

Questo tempo è una specie di fisarmonica, dove ci sono fenomeni che hanno la durata di una scintilla e altri che durano per secoli o millenni.

Questa scusa è presuntuosa.

Non accetta che ci sia un processo evolutivo nelle ‘normali cose umane’. Non tollera l’incertezza del futuro ambizioso. Vuole tutto o niente. Ma subito.


“CI VOGLIONO SOLDI”

La scusa tossica del coccodrillo.

Lacrime di rammarico, per una miseria ingiusta che ha scelto pochi (ricchi fortunati) e ha lasciato fuori tanti (poveri per sempre).

I soldi servono. I soldi aiutano. I soldi finanziano. I soldi permettono. I soldi garantiscono. I soldi costruiscono spesso il confine tra ‘fare un’esperienza’ e ‘imprendere’.

Ma i soldi non stanno sempre fermi. Alcuni girano.

Questa scusa è ignorante.

Perché, prima dei soldi, ci vogliono i progetti. I progetti si basano su idee. Le idee nascono dalle visioni.

E le visioni ce le hanno gli esseri umani. Non i coccodrilli.

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