9 domande per farmi assumere

pexels-photoPrima di fare i colloqui di lavoro con gli altri, ho preso l’abitudine di farli con me stesso.

Funziona così.

Ci sono 9 domande, che ho selezionato col tempo.

Di queste, ne scelgo tre. Pescandole a occhi chiusi.

Poi, se ne ho la capacità, rispondo.

Se almeno due di queste domande non hanno una mia risposta curiosa o sorprendente, l’esito è scontato.

Non mi assumo.


Potrebbe sembrare una cosa semplice farsi un colloquio di lavoro.

Già pensarlo, però, è un errore tremendo.

Una volta che abbiamo deciso di intraprendere quest’avventura, bisogna fare alcune piccole cose fondamentali.

Eccone alcune:

  • Non dare la sensazione di mendicare la posizione per cui ci si candida (il lavoro va attratto, senza dare l’idea di corteggiarlo troppo).
  • Guardarsi allo specchio mentre si fa il colloquio (come facciamo a valutarci se non ci guardiamo in faccia?).
  • Essere onesti con noi stessi (in quali passaggi possiamo migliorarci?).
  • Essere severi al punto giusto (se ci inceppiamo, nessun problema: qui possiamo ancora ricominciare).
  • Ascoltarsi veramente (il nostro tono di voce è congruente col messaggio che emettiamo?).
  • Far conciliare l’autenticità con la fluidità (tradotto: non sorridere in modo ebete, non fare battutine a caso, non fare citazioni che non conosciamo, mollare quella rigidità da neolaureati, andare al cuore – e non ai confini – delle tematiche).

In ogni colloquio con se stessi, c’è un dettaglio essenziale: prima delle risposte e dei modi di rispondere, contano le domande.

Se sei tu a farti un colloquio (in completa solitudine) le domande sono la vera sfida da superare. Perché nessuno te le contesterà mai.

A quel punto, se a quelle domande non saprai rispondere, sarai comunque tu a decidere se assumere o no.


Eccole qui.

Le mie 9 spietate domande preferite:

🎯 Quante persone nuove fai in modo di conoscere* ogni mese?

🎯 Che rapporto hai con il tuo divertimento?

🎯 Hai mai partecipato a un corso di formazione residenziale?

🎯 Quanto tempo riesci a resistere senza toccare il tuo smartphone?

🎯 Quando non capisci, di solito, chiedi oppure rimani in silenzio?

🎯 Il lunedì mattina, potendo scegliere in totale libertà, cosa faresti?

🎯 Riesci a concederti almeno un momento di meditazione al giorno?

🎯 Quanti libri leggi (dall’inizio alla fine) in un anno?

🎯 Sinceramente, sei una persona che vorresti incontrare?

*dal vivo o tramite videochiamata

Ti supplico di avere pazienza con ogni cosa irrisolta nel tuo cuore e cercare di amare le domande stesse come se fossero stanze chiuse o libri scritti in un linguaggio completamente sconosciuto.
Rainer Maria Rilke

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